Scuole: l’Ordine degli Architetti PPC di Teramo scrive ai parlamentari abruzzesi.


Scuole: l’Ordine degli Architetti PPC di Teramo scrive ai parlamentari abruzzesi.

L’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Teramo scrive ai parlamentari abruzzesi, di ogni schieramento politico, chiedendo interventi istituzionali per lo stanziamento di risorse per la ricostruzione e la riqualificazione delle scuole abruzzesi.

Con una nota inviata questa mattina l’Ordine si appella a deputati e senatori abruzzesi, chiedendo loro di intervenire presso il Governo per potenziare le azioni già svolte per la messa in sicurezza delle scuole abruzzesi.

Nella lettera l’Ordine, pur evidenziando che il Governo ha messo in atto una serie di azioni per la sicurezza delle scuole, investendo oltre 2,5 miliardi di euro, tra fondi PON, fondi dell’azione “Buona Scuola”, fondi straordinari per le verifiche di vulnerabilità sismica, ecc., si sottolinea che l’Abruzzo ha visto l’assegnazione di pochissime risorse, considerando che la nostra regione è stata interessata sia dal sisma del 2009 che da quello del 2016, e che gran parte del nostro territorio regionale ricade in zone ad alta sismicità (zona 1 e 2).

Si chiede, quindi, ai rappresentanti abruzzesi, di interessare il Parlamento affinché vengano aumentate, a livello nazionale, le risorse per finanziare la messa in sicurezza e la costruzione di nuovi edifici scolastici, iniziando dalle aree a maggior rischio sismico e da quei territori, come l’Abruzzo, che sono stati interessati da eventi tellurici che hanno danneggiato il patrimonio edilizio scolastico.

L’assegnazione di risorse – sottolinea l’Ordine – dovrebbe essere accompagnata da un rafforzamento del programma nazionale di riqualificazione del nostro patrimonio edilizio scolastico, promuovendo concorsi di architettura che propongano soluzioni innovati e applicando le line guida del MIUR che individuano la scuola come una struttura aperta al territorio e al servizio della comunità locale, con spazi flessibili in grado di adattarsi all’evolversi delle esigenze educative, che tengano conto del benessere individuale e collettivo degli alunni e degli operatori scolastici e che garantiscano le condizioni di sicurezza degli ambienti e delle attrezzature.

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